Hydra, il carcere duro per il presunto boss Vestiti
Il procuratore Marcello Viola ha ottenuto l'applicazione del carcere duro per Giancarlo Vestiti, presunto luogotenente della camorra. Gli inquirenti lo accusano di aver cercato di assumere il controllo dell'alleanza tra le principali organizzazioni criminali italiane per operare in Lombardia.
Milano, 26 agosto 2026 – Il procuratore Marcello Viola ha ottenuto l’applicazione del regime del 41-bis per Giancarlo Vestiti, presunto boss. La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano ha richiesto e ricevuto l’ordine durante un’udienza nel processo Hydra. Vestiti è accusato di aver mirato a diventare il capo di quella che gli inquirenti hanno definito la "mafia a tre teste", un’alleanza tra esponenti di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra finalizzata a fare affari in Lombardia.
Vestiti, 58 anni, è detenuto dal fine maggio scorso. In precedenza aveva trascorso un lungo periodo agli arresti domiciliari sulla base di consulenze mediche che la Procura ha definito fasulle. È uno degli imputati nel maxi processo Hydra, avviato con rito ordinario a carico di oltre 40 persone. Il procedimento riprenderà il 3 settembre nell’aula bunker davanti al carcere di San Vittore. In procedimenti già conclusi in via abbreviata sono state emesse 62 condanne.
Le accuse si basano anche sulle dichiarazioni dell’imputato Gioacchino Amico, uno dei collaboratori di giustizia che sta approfondendo i rapporti tra le cosche e la politica. Amico ha messo a verbale che il capo di "tutta l’organizzazione", intesa come l’alleanza o "consorzio" tra le mafie, sarebbe stato proprio Vestiti.
Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. L’udienza si è tenuta nell’aula bunker in piazza Filangieri a Milano.
V.Bertemes--LiLuX